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Celiachia
Il termine celiachia deriva dal greco koilía: ventre, cavità; quando si parla di celiachia, si parla di intolleranza al glutine ( complesso di proteine che si trova nella farina di frumento, segale, avena e orzo) e non di allergia. Cosa provoca la celiachia? Provoca un danno alla membrana dell’intestino tenue che impedisce il corretto assorbimento [...]
25 marzo 2011
Il termine celiachia deriva dal greco koilía: ventre, cavità; quando si parla di celiachia, si parla di intolleranza al glutine ( complesso di proteine che si trova nella farina di frumento, segale, avena e orzo) e non di allergia.
Cosa provoca la celiachia? Provoca un danno alla membrana dell’intestino tenue che impedisce il corretto assorbimento del cibo.
Alcuni eventi possono favorire lo sviluppo della celiachia quali:
- gravidanza
- infezione virale
- stress
- intervento chirurgico
I sintomi della celiachia sono molti, vari e spesso sono lievi e proprio per questi motivi l’intolleranza spesso non viene diagnosticata. I sintomi, comunque, più diffusi e caratteristici sono la diarrea cronica, dimagrimento, disturbi intestinali, irritabilità, dolori addominali, feci maleodoranti, irregolarità ciclo mestruale.
Secondo l’AIC, Associazione italiana celiaca, la celiachia può essere classificata in diverse forme: atipica, tipica, silente e, infine, potenziale.
L’unico modo per una diagnosi corretta è sottoporsi è sottoporsi ad esami del sangue specifici come l’ AGA, IgA e IgG ( servono per rilevare la presenza dell’anticorpo antigliadina), ARA (antireticolina) e EmA (antiendimisio),TGA ( antiransglutaminasi), inoltre sottoporsi ad un’endoscopia e ad una biopsia intestinale.
L’unica prevenzione e aiuto che i celiaci possono seguire è: una dieta senza glutine, in questo modo si attenuano i sintomi ed inoltre l’intestino tenue pian piano ricostruisce i propri tessuti.
L’AIC redige ogni anno un elenco aggiornato di alimenti permessi e di quelli che è meglio evitare.














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